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La Campagna
Palestina Solidarietà, costituita da associazioni e singoli che da
anni lavorano per una pace giusta in Medio Oriente e contro
l’occupazione israeliana, accogliendo l’appello al boicottaggio
lanciato dalla Campagna Palestinese per il boicottaggio accademico
e culturale di Israele (PACBI), boicotterà la 45° Mostra
Internazionale del Nuovo Cinema che ha in programma una
retrospettiva sul cinema israeliano organizzata con il supporto
dell’Israel Film Fund.
Dopo aver chiesto invano spiegazioni sulle modalità di svolgimento
dell’ evento all’amministrazione comunale di Pesaro e
all’organizzazione del festival cinematografico abbiamo deciso di
esprimere, con un boicottaggio non-violento della rassegna
cinematografica pesarese, il nostro diritto di critica alla
politica israeliana di occupazione e colonizzazione della
Palestina. Coerentemente con le linee guida della Campagna
Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele
(PACBI) il boicottaggio non è rivolto ai singoli film, ai loro
registi o più in generale all’opera cinematografica ma alla
presenza di un ente israeliano (Israel Film Fund) direttamente
collegato con le istituzioni governative israeliane. Come
organizzazioni attive nella solidarietà con il popolo palestinese
e per una pace giusta in Medio Oriente ci preme ricordare che
Pesaro è gemellata da alcuni anni con la città palestinese,
situata nella Striscia di Gaza, di Rafah.
Questa città è stata duramente colpita durante l’operazione
militare israeliana “Piombo Fuso” di alcuni mesi fa, sono
centinaia i civili morti o feriti durante i bombardamenti e
centinaia le case distrutte o danneggiate. Oggi, sessanta anni
dopo l’espulsione dei palestinesi del 1948 e 41 anni dopo
l’occupazione da parte d’Israele dei cosiddetti “territori del
’67”, la condizione d’oppressione che lo stato israeliano impone
al popolo palestinese si è fatta ancora più pesante, come
dimostrato dalla chiusura della Striscia di Gaza e dall’operazione
militare “Piombo Fuso”. Questa operazione militare ha provocato
più di 1400 morti, migliaia di feriti e danni incalcolabili alle
già precarie infrastrutture civili della Striscia di Gaza.
L’utilizzo d’armi illegali da parte dell’esercito israeliano
durante l’operazione “Piombo fuso” è oggi al vaglio di numerose
agenzie internazionali per i diritti umani, le stesse Nazioni
Unite hanno chiesto un’accurata indagine indipendente e l’attuale
Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei
territori palestinesi occupati, Richard Falk, ha parlato
apertamente di crimini di guerra. Tutto questo mentre, nella
Cisgiordania occupata, l’attività coloniale israeliana continua
implacabile con la costruzione di migliaia d’unità abitative e
nuove colonie e con la continua confisca di terre palestinesi,
come avviene in questi giorni in alcuni villaggi nei pressi di
Betlemme.
A partire dal dicembre 2007, nella sola area di Gerusalemme Est
occupata, Israele ha pianificato la costruzione di 13.000 nuovi
appartamenti, mentre la demolizione di case palestinesi procede
senza sosta. Dal 1967 Israele ha demolito, in violazione della
Convenzione di Ginevra, circa 24.000 case nei territori
palestinesi occupati, di cui 1.600 tra il gennaio 2000 e il
settembre 2007. Con la sua condotta Israele ha ripetutamente
violato la legalità internazionale che nega allo stato occupante
qualsiasi modifica territoriale, demografica, sociale e culturale
nelle zone occupate ed ha realizzato un vero e proprio regime di
Apartheid nei Territori Palestinesi.
Al riguardo l’ex Relatore Speciale ONU per i Diritti Umani, John
Dugard, ha più volte dichiarato che le politiche israeliane nei
territori palestinesi occupati sono paragonabili a quelle
dell’Apartheid in Sud Africa. Come sottolinea la Campagna
Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele
(PACBI)“ … Dati i decenni di oppressione continua, la società
civile palestinese invita le persone di coscienza in tutto il
mondo a prendere posizione e sostenere la nostra lotta per la
libertà e la concretizzazione dei nostri diritti politici, umani e
nazionali inalienabili, accogliendo il nostro appello a:
boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele fino a che
esso non riconosca i diritti dei palestinesi e si adegui alle
leggi internazionali. … registi, artisti e uomini di cultura
palestinesi sostengono questo appello e hanno invitato i loro
colleghi nel mondo a boicottare le istituzioni artistiche e
culturali israeliane, a causa della complicità di queste ultime
nel perpetuare l’occupazione israeliana e altre forme di
oppressione contro il popolo palestinese. …da tutto il mondo
gruppi di artisti, attori teatrali, registi, studenti e studiosi
hanno unito i loro sforzi per esprimere solidarietà ai palestinesi
che vivono in occupazione, per condannare i crimini di guerra
israeliani e il regime di apartheid e per invocare una azione
politica efficace, come il boicottaggio, le campagne di
disinvestimento e le sanzioni (in sigla BDS). …”
Con Gaza isolata dal resto del mondo da più di due anni e la
creazione di un sistema di “riserve indiane” in tutta la
Cisgiordania, la Palestina oggi è diventata il banco di prova
della nostra umanità, sono queste le motivazioni che ci spingono a
rispondere alla chiamata al boicottaggio della Campagna
palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele
(PACBI).
Campagna Palestina Solidarietà
Per aderire all'appello al boicottaggio,
invia un email con le motivazioni a:
cps.palestina@gmail.com
WHY WE WILL BOYCOTT THE 45th “MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO
CINEMA DI PESARO”
The Palestine Solidarity Campaign - Marche, made up of
associations and individuals working since years for a just peace
in the Middle East and against the Israeli occupation, agrees to
the call of the Palestinian Campaign for the Academic and Cultural
Boycott of Israel (PACBI) for the boycott of the 45th Mostra
Internazionale del Nuovo Cinema. The Festival in fact, will host a
retrospective of the Israeli cinema in collaboration with the
Israel Film Fund.
We asked in vain for explanations on the planning and execution of
the event to the Municipality of Pesaro and to the organization of
the Festival. Therefore, we decided to express our right to
criticize Israeli policies of occupation and colonization of
Palestine, with a nonviolent boycott of the Pesaro’s film
festival. Consistently with the principles of the Palestinian
Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (PACBI),
the call for the boycott is not about individual films, directors
or in general the cinematography, but it is about the presence of
an Israeli organization (Israeli Film Fund) directly linked to the
Israeli government institutions. As active associations in
solidarity with the Palestinian people and for a just peace in the
Middle East, we want to remember that the municipality of Pesaro,
since years, is twinned with the Palestinian city of Rafah, in the
Gaza Strip.
This city was hardly-hit during the Israeli military operation
“Cast Lead” last months, which left hundreds of houses damaged or
demolished, and which have killed or injured hundreds of civilians.
Today, sixty years after the eviction of the Palestinian in 1948
and 41 years after the Israeli occupation of the ‘67 Palestinian
Territories, the ongoing Israeli oppression of the Palestinian
people is increasing, as demonstrating by the closure of the Gaza
Strip and the military operation “Cast Lead” that left over 1,440
Palestinians dead, thousands injured and caused serious damages to
the already precarious civil infrastructures of the Gaza Strip.
Investigations into Israel’s use of illegal weapons during the
operation “Cast Lead” are being conducted by numerous
international human rights agencies.The UN itself called for an
independent and accurate investigation and the actual UN Human
Rights Special Rapporteur in the oPt Richard Falk, clearly accused
Israel of war crimes. As we write, Israel continues to build
thousands of illegal houses and new only-Jewish colonies on
occupied Palestinian land, and to confiscate Palestinian lands as
it is happening in these days in some villages near Bethlehem.
By December 2007, just in the occupied East Jerusalem Area, Israel
planned the construction of 13 000 new housing units, while it
continues the endless process of demolition of Palestinian houses.
By 1967, Israel demolished about 24 000 houses in the occupied
Palestinian Territories, of which 1 600 between January 2000 and
September 2007, all in violation of the ’49 Geneva Convention.
Israel has repeatedly violated international legality that
prohibits any territorial, demographic, social and cultural change
made by the occupier in the occupied areas. Israel has also
established a real system of apartheid in the occupied Palestinian
territories. With regard to this, the former UN Special Rapporteur
for Human Rights in the oPt, John Dugard, announced that Israel's
policies resemble those of apartheid in South Africa.
As the Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott
of Israel (PACBI) underlines, “…In the face of decades of such
unrelenting oppression, Palestinian civil society has called upon
people of conscience throughout the world to take a stand in
support of our struggle for freedom and the realization of our
inalienable human and national political rights by heeding our
call for boycott, divestment and sanctions against Israel until it
recognizes Palestinian rights and fully complies with
international law [2]. Virtually all Palestinian filmmakers,
artists and cultural figures stand behind this call and have urged
their colleagues worldwide to boycott Israeli cultural and arts
institutions due to their complicity in perpetuating Israel's
occupation and other forms of oppression against the Palestinian
people… throughout the world, groups of artists, comedians,
filmmakers, students and academics have consolidated their efforts
to show solidarity with the occupied Palestinians, to condemn
Israel’s war crimes and its apartheid regime, and to call for
effective political action such as boycotts, divestment drives,
and sanctions (BDS)…”
The two years lasting isolation of Gaza from the rest of the world
and the creation of a “Red Indian reservations” system all over
the West bank, make Palestine be today the testing ground of our
humanity. That is why we answer to the call for the Palestinian
Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (PACBI)
Palestine Solidarity Campaign
(Marche) |